I borghi dell’Abruzzo interno: “Malati terminali”?

Il segnale che dà un senso pratico allo spopolamento che sta caratterizzando l’Abruzzo interno, non escludendo ovviamente Molina Aterno, ci viene quotidianamente offerto da molteplici fattori quali l’esodo forzato di ragazzi verso altri lidi per mancanza di lavoro, ovvero dalla mancanza di opportunità di rivalsa culturale che i politici, quelli di rango superiore, non riescono purtroppo a garantire“, dichiara il Consigliere Comunale di Molina Aterno.

Tagli continui alle esanime casse comunali, unito all’impossibilità di progettazione in ambito amministrativo e proprio per la mancata assegnazione di fondi in tempi andati altrimenti concessi, bloccano, di fatto, le positive velleità di chi, con coraggio, oggi accetta la sfida di rappresentare le loro rispettive comunità. In considerazione di ciò poco possono fare i sindaci di codesti borghi se, ad un totale disinteressamento dei loro diretti “superiori”, fanno corrispondere un logico quanto inequivocabile decadimento delle aspettative dei giovani del posto. Eppure proprio i ragazzi di luoghi così incantati ed incontaminati, come quelli rappresentati da questo splendido borgo della Valle Subequana, vorrebbero coltivare il sogno della loro permanenza in terra natìa. Loro cercano di dimostrarlo in tutti i modi anche se disarmati da fratricide politiche extra comunali. Sono loro, infatti, i fautori di imprese che sanno molto di amore patrio e che portano a far luccicare gli occhi dei più anziani portatori sani, questi ultimi, di ricordi che facevano di Molina e dei borghi dell’Abruzzo interno esempi di positivi microcosmi sociali. L’anagrafe purtroppo non va incontro alle auspicate positive proiezioni future. Il calo sempre più drammatico delle nascite, unito ad un aumento esponenziale dei decessi, stanno rendendo ancor più difficoltoso il lavoro di sindaci ed amministratori. A questi ultimi si stanno unendo anche altre categorie di persone tra i quali i parroci sempre più alle prese con difetti anagrafici generazionali forieri, consequenziali, di blocchi amministrativi anche in ambito ecclesiastico. Singolare, a tal proposito, risulta essere il messaggio che padre Francesco, parroco di Molina Aterno, ha voluto evidenziare ai molinesi, affiggendo sulle porte di ingresso della locale chiesa dei manifesti sui quali di proprio pugno ha riportato scritto un messaggio che sentenzia così:”a causa della mancanza di alunni il catechismo degli adolescenti (pre cresima) del venerdi alle ore 17.00 è sospeso. Riprenderà il prossimo anno”. Dopo secoli a Molina Aterno, quindi, non si potranno effettuare cresime. La storia, ahimè, è purtroppo anche questa. Ai politici di buona volontà le riflessioni del caso e, possibilmente, la rianimazione, al fine di salvarne l’integrità storico-culturale, di questi unici ed incantevoli presidi umani“.

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Informazioni su Antonella Gaita

Giornalista
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