Sisma 2009: sottoscritti i Piani di Ricostruzione per Castelli, Fano Adriano e Cerqueto; quasi 90 milioni di investimenti

Quasi 90 milioni di investimenti fra intervento pubblico ed edilizia privata.

Tanto “pesano” i Piani di ricostruzione post sisma 2009 sottoscritti questa mattina in Provincia, per buona parte cantierabili e con finanziamenti già pronti. Si tratta dei Piani del Comune di Castelli, del Comune di Fano e della frazione di Cerqueto. Dopo la firma dell’accordo di programma fra le amministrazioni locali e la Provincia (che ha seguito l’istruttoria urbanistica), ora, i Piani, dovranno essere esaminati e approvati dall’Ufficio speciale per la ricostruzione di Fossa.

Progetti destinati a cambiare il volto di borghi storici, di nuovo pesantemente colpiti dalle recenti calamità naturali e dai terremoti che si sono susseguiti dal 24 agosto, con interventi di bioedilizia, soluzioni innovative, rivisitazione di arredi urbani, recupero di strutture di sviluppo socio economico come scuole e musei. Dobbiamo recuperare del tempo perso visto che il processo di ricostruzione nella provincia di Teramo registra dei ritardi: ai Sindaci ho consigliato di partire subito, cercando, laddove possibile, di non avviare nuove procedure di aggravamento per i recenti sisma rimodulando gli interventi già previsti nei Piani approvati” afferma il presidente Renzo Di Sabatino, “una scommessa” sottoscritta con i sindaci Adolfo Moriconi (Fano Adriano) e Rinaldo Seca (Castelli).

Per Castelli parliamo di 60 milioni di investimento: 35 milioni di edilizia privata; 831 mila euro per la riqualificazione del centro storico; 19 milioni per edifici e strutture di sviluppo, 3 milioni e mezzo per la messa in sicurezza del territorio per citare le voci di spesa più significative. Coordinatore scientifico del progetto è il professor Stefano D’Adino della Facoltà di Architettura dell’Università di Pescara.

Il processo di ricostruzione Castelli, come si legge nelle relazioni: “Dovrà ristabilire in tempi molto brevi le condizioni di abitabilità del patrimonio edilizio danneggiato e promuovere una nuova fase di sviluppo e rivitalizzazione del centro antico, costruendo in tal modo un’immagine del futuro assetto del territorio a scala comunale e sovra comunale”.

Parte integrante della ricostruzione è il Piano di sviluppo socio-economico che disegna il tema prioritario su cui fonda la strategia locale: il “turismo collegato all’identità culturale del territorio” che si declina in tre direttrici di sviluppo, A) recupero e valorizzazione degli attrattori naturali ed antropici fonti energetiche, biodiversità; B) recupero del patrimonio storico-architettonico di proprietà pubblica per la valorizzazione degli spazi e delle attività (recupero strutture rurali, albergo diffuso); C) nuove attività economiche nei diversi settori produttivi da integrare con l’attività turistica (centro espositivo e turistico, auto impiego).

Nel borgo antico sono stati proposti interventi di restauro conservativo con rimozione delle superfetazioni abusive e demolizione di eventuali corpi edilizi incongrui. Allo stesso modo si è proceduto per il contesto lungo il viale Francescantonio Grue e su via delle Cesi dove gli interventi sono per la maggior parte quelli di ristrutturazione edilizia. Il Piano prevede, inoltre, la possibilità di riutilizzazione funzionale di alcuni manufatti (ad esempio per la localizzazione di attività culturali, di servizio e ricettive) o di cambio di destinazioni d’uso dei piani terra (in particolare con funzioni commerciali e artigianali) per la promozione di un processo di valorizzazione del borgo e dei suoi contesti più rappresentativi. Sono previsti interventi sugli spazi aperti e sottoservizi attraverso interventi singoli (promotori soggetti pubblici e/o privati) e progetti urbani (Piazza Marconi, viale Carlantonio Grue, via Concezio Rosa) che vedranno coinvolti numerosi soggetti attuatori e che avranno l’obiettivo di rafforzare la qualità degli spazi pubblici aperti (piazze, percorsi, slarghi..).

Per quanto riguarda i piani di ricostruzione del Comune di Fano Adriano e della frazione di Cerqueto è previsto un investimento complessivo di 28 milioni di euro con 18 milioni di edilizia privata e 10 milioni di spesa pubblica.

Il Piano assume alcuni principi come essenziali nel processo di ricostruzione: la tutela del tessuto insediativo storico; la tutela dei valori architettonici e storici; gli aspetti geologici, strutturali ed infrastrutturali; la sicurezza e la riduzione del rischio; la socialità e vivibilità dell’ambiente urbano; la sostenibilità ambientale delle scelte.

Gli interventi, oltre che sugli edifici, sono anche sulle reti tecnologiche, sulle opere di viabilità, sull’arredo urbano, sui servizi e sulle attrezzature. Come per il capoluogo e per la frazione di Villa Moreni, anche per Cerqueto la proposta di ricostruzione del patrimonio edilizio persegue l’obiettivo sia del recupero del patrimonio edilizio interessato dal sisma sia interventi di prospettiva per lo sviluppo socio-economico. I progettisti del Piano sono Gianfranco Manetta, Giulia Taraschi e Luca Iagnemma.

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Informazioni su Antonella Gaita

Giornalista
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