Pubblicata la versione integrale del documento sottoscritto dai Sindaci teramani

Pubblicata questa mattina, sul sito dell’ente, la delibera approvata ieri sera dall’Assemblea dei Sindaci contenente la richiesta dello stato di calamità specifica per la provincia di Teramo e le proposte di modifica al cosiddetto decreto Sisma.

Il documento si è arricchito, in corso di discussione, dei diversi emendamenti presentati dai Sindaci o pervenuti da associazioni, istituzioni e consiglieri: dalla riapertura dei termini per i sopralluoghi Fast per tutti i Comuni che hanno subito danni per il sisma del 18 gennaio, alla richiesta di risorse aggiuntive relative al fondo di solidarietà nazionale per garantire la copertura dei danni al comparto agricolo fino all’invito a sostenere la “piattaforma” di proposte anche con una manifestazione da svolgersi nella Capitale entro il mese di gennaio.

Possiamo essere tutti soddisfatti dell’esito dell’Assemblea – dichiara Renzo Di Sabatino la delibera approvata all’unanimità, oltre a contenere proposte concrete e commisurate alla grave situazione, ha una forza molto significativa dal punto di vista istituzionale e politico; perché, forse per la prima volta, ha parlato una sola voce, quella del territorio e non di una sola parte. Certo è solo un primo passo, ora tutta la classe dirigente di questa provincia, deve sostenere le nostre richieste, alcune doverose, altre indispensabili e per una parte ci si augura possibili”.

Di Sabatino, inoltre, pone l’accento sull’impegno nei confronti della salvaguardia del ruolo del capoluogo: “Come sempre avvenuto dall’inizio del mio mandato, una particolare attenzione è stata riservata alla città di Teramo, per la quale è stata innanzi tutto richiesta la parificazione e l’estensione di tutte le misure previste per gli altri Comuni già inseriti nel cratere, eliminando così le numerose limitazioni contenute nel decreto che penalizzano cittadini e mondo produttivo: artigiani, commercianti, imprenditori esclusi da benefici ad altri concessi. Con l’obiettivo di garantire agli enti locali margini di manovra maggiore per la gestione dell’emergenza, poi, viene chiesta, l’eliminazione del taglio al Fondo di solidarietà comunale utile a tutti i Comuni e indispensabile per il capoluogo; la sospensione delle rate dei mutui e soprattutto l’istituzione di un Fondo speciale a copertura del minor gettito da entrate tributarie nelle casse comunali, per effetto del sisma. Ancora, attesa la delicata condizione delle scuole, è richiesto lo stanziamento di fondi straordinari per la loro messa in sicurezza e l’adeguamento sismico, comprensivi dei fondi per le verifiche di vulnerabilità. Infine, considerato il rischio di minori iscrizioni all’Università di Teramo per effetto del sisma, è stata avanzata istanza al Ministero dell’Istruzione, finalizzata a evitare i tagli programmati sul Fondo di finanziamento ordinario, nonché l’assegnazione all’ADSU di Teramo di nove milioni di euro (ex legge 338/2000 ndr) per la realizzazione della nuova casa dello Studente presso l’ex rettorato di Viale Crucioli, attualmente inagibile”.

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Informazioni su Antonella Gaita

Giornalista
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