Rimini soccorre Teramo e Colledoro

I volontari dell’Associazione Dare, braccio operativo della Fondazione Leo Amici di Rimini, attivi per portare soccorso in queste ultime 48 ore alla popolazione di Colledoro, paesino a poco più di 20 chilometri da Rigopiano, bloccata da neve e terremoto.

La casa di accoglienza della Fondazione, con l’ampio spazio del centro di aggregazione giovanile (che già in passato la Protezione Civile aveva indicato come punto di riferimento in caso di eventi sismici e che già per i terremoti del 24 agosto e del 30 ottobre ha ospitato numerose persone), nelle ultime ore è diventato un ricovero sicuro per oltre 55 persone della zona che l’enorme nevicata e le scosse del 18 gennaio avevano messo in gravissima difficoltà.

Colledoro è isolato da 3 giorni, senza luce. Soltanto questa mattina dalle 6.00 un mezzo ha iniziato a circolare liberando strada principale delle numerose frazioni della zona e a breve dovrebbe giungere anche a Colledoro.

Anche questa notte, come quella precedente, la popolazione locale (anziani, famiglie con bambini), ha dormito nel centro di aggregazione messo a disposizione dalla Fondazione Leo Amici. La struttura è fortunatamente dotata di un autonomo generatore, ma riscaldamento e luce sono state razionate e spenti nottetempo affinchè siano disponibili fin quando non giungerà il rifornimento di carburante necessario per il funzionamento del generatore.

I volontari della Dare assieme agli uomini del posto hanno creato una cordata di solidarietà che ha cercato di tracciare una strada per raggiungere e soccorrere le case isolate e anche gli animali che sono rimasti senza stalla e cibo.

Un cavo dell’alta tensione caduto in strada ha bloccato ieri un’altra squadra di volontari partiti da Rimini per aiutare la popolazione della zona.

Questo piccolo centro di montagna ha numerose case sparse – spiega Mahiri Arcangeli portavoce della Fondazione Leo Amici – perciò eriodicamente è stata organizzata una ronda per portare cibo e materiali alle persone costrette a rimanere nelle loro case perchè allettate. Abbiamo organizzato lo spazio del centro con letti e tavoli, ma abbiamo messo anche a disposizione le stanze della casa di accoglienza per permettere a tutti di trovare un posto letto. I volontari sul posto mi hanno comunicato che stanno aspettando l’arrivo delle turbine, necessarie anche per permettere l’arrivo dell’ossigeno che serve per alcune persone anziane. Due persone sono pronte a partire da Colledoro per l’approvvigiamento di carburante per permettere al generatore di funzionare ancora. Intanto in cucina le volontarie assieme alle signore del posto cercano di preparare dei pasti caldi”. Fuori dalle finestre, come si vede anche dalle foto allegate, la neve è oltre un metro e mezzo…

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Informazioni su Antonella Gaita

Giornalista
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