Dario Ballantini in mostra ad Ascoli Piceno con “Lo sguardo visionario”

Venerdì 20 Gennaio alle ore 18,30 sarà inaugurata, all’interno del nuovo spazio espositivo Art Space Tacconi delle Grafiche Tacconi di Ascoli Piceno, la mostra di Dario Ballantini: “Lo sguardo visionario“, curata da Giuseppe Bacci.

L’appuntamento, per il territorio piceno, è di quelli da non perdere, sia per la selezionata esposizione finalizzata a presentare l’annuale calendario-catalogo delle Grafiche Tacconi giunto quest’anno al suo diciottesimo anniversario, sia per la presenza di Dario Ballantini (Livorno, 1964), celebrato artista poliedrico, impegnato nell’attività pittorica e in quella teatrale di trasformismo da oltre trent’anni (conosciuto dal grande pubblico televisivo italiano, per le quotidiane presenze, attraverso le paradossali caricature dei suoi innumerevoli personaggi famosi nella trasmissione satirica Striscia la notizia).

Nell’ambito di una così vasta e quanto mai poliedrica attività artistica, la mostra Lo sguardo visionario ha l’audacia di voler analizzare i tanti linguaggi di Dario Ballantini, che si avvalgono anche di incursioni trasversali tipiche dell’arte contemporanea. Presentare un calendario catalogo all’interno di uno stabilimento tipografico è una scelta strategica di notevole valore, poiché stimola a non separare un servizio materiale da un sistema formativo. La tipografia, di cui il calendario è tramite funzionale, viene così a presentare la propria collocazione nell’ambito di una prospettiva umanistica divenendo galleria d’arte. Il calendario diventa “il manufatto” che accoglie le persone che arrivano per visitare l’esposizione in un determinato habitat. Trasmette, pertanto, elementi specifici informando, accogliendo, stimolando; istruendo, nel suo complesso poliedrico di elementi, un percorso formativo sia per l’artista che crea sia per il fruitore che ritrova, in esso, un catalizzatore per ordinare esperienze, emozioni e riflessioni.

Dario Ballantini si è dedicato da sempre, e con successo, alla pittura, esponendo le sue opere in mostre personali e collettive, conquistando un vasto pubblico di estimatori. È un pittore gestuale che, mediante volti e luoghi urbani, riesce ad argomentare, l’animazione della propria coscienza razionale: dalla più semplice sensazione alla più astratta congettura che maschera esibendosi in esagerate caricature televisive di personaggi famosi, non rinunciando alla poetica simbolica e alle leggiadrie figurazioni, così da firmare stilisticamente il suo intervento.

Artista epico e visionario, Dario Ballantini, affascinato dall’Espressionismo e dall’Action painting più figurativo, opta nelle sue pitture per le grandi masse, per le figure, per i “caroselli” di volti che si sovrappongono uno dietro l’altro, come una grande folla in cui è difficile distinguere le persone, ma, allo stesso tempo, un volto emerge. Nell’horror vacui di visi, occhi, nell’assiepamento parossistico dei personaggi, un’immagine si stacca, si riconosce (si fa riconoscere). È come se nel ritmo sincopato che accavalla nasi, bocche, occhi in un’unica moltitudine, si creasse improvvisamente un varco, un passaggio, una pausa. È come se al rumore, al brusio quasi indistinto succedesse un improvviso, inatteso, sorprendente silenzio.

Giuseppe Bacci, curatore della mostra, scrive nel calendario catalogo: “Domina l’elegantissima copertina del calendario delle Grafiche Tacconi un’immagine ‘una e trina’ del volto dell’uomo estrapolata dall’opera Tolgo, una maschera dalla cacofonica visione di colori e forme, che ora è immersa nel silenzio. Il nero della notte attenua i contorni e i colori, il vociare della folla, i rumori della quotidianità si sono smorzati, i frastuoni della vita moderna tacciono. Gli attori del quadro sono fuggiti dal palcoscenico, lasciando la scena alla sola maschera, ‘scheggia’ pittorica che sintetizza simbolicamente l’artista poliedrico Dario Ballantini, ora pittore, ora attore, ora uomo di teatro e televisione, che ci rende consapevoli dell’agire iniquo, smascherando i pregiudizi personali e i vezzi di personaggi più o meno celebri. Il suo ‘trasformismo’ lo porta a cavalcare la sfida della cronaca quotidiana, in un continuo incarnarsi nei personaggi che investono il vissuto contemporaneo”.

Ivano Fossati che lo ha incaricato, in passato, di dipingere la scenografia dei suoi concerti ha scritto: “Mi piacciono quelle figure umane quasi sempre schiacciate, triturate, confuse eppure mai prive di forza. Se quegli esseri lanciano un grido è un urlo sfacciato e riescono benissimo a farcelo arrivare. Mi conforta come in questa pittura si rimanga caparbiamente vivi anche se avvolti da un delirio soffocante di materia e da una centrifuga di tempo, condizioni che conosciamo bene e che sappiamo non prive di improvvise e inaspettate serenità. Ballantini infine mi convince dal primo momento perché corre nella sua arte su una via tortuosa attraverso la quale non si preoccupa di disorientare, fra arte e tv in prima serata lui sembra stare comodissimo, dandoci anche per questo qualcosa su cui riflettere”. Mentre Antonio Ricci, autore di Striscia la notizia e suo mentore ci svela: “Quando Ballantini prepara un personaggio da imitare, per prima cosa usa come specchio un foglio di carta. Disegna minuziosamente il volto e poi lo guarda e lo riguarda come se con la riflessione insieme, alle forme, volesse impadronirsi dell’anima”.

Il calendario-catalogo, edito dalle Grafiche Tacconi, con testi di Giancarlo Vigorelli, Enrico Crispolti, Ivano Fossati, Antonio Ricci, Giuseppe Bacci e dedica dell’artista sarà donato ai presenti.

La serata inaugurale, appuntamento da non perdere, sarà allietata da Picenum Tour, dagli chef Daniele Citeroni dell’Osteria Ophis e Andrea Mosca del Ristorante Marili. Completeranno la serata le note del trio di musica live. La mostra proseguirà fino al 20 febbraio 2017. Calendario-catalogo in mostra a cura delle Grafiche Tacconi di Ascoli Piceno.

Dario Ballantini nasce a Livorno il 13 ottobre 1964. È figlio d’arte e si diploma nel 1984 conseguendo la maturità artistica. Inizia ad esporre le sue opere in Toscana già dal 1985, alternando la carriera di pittore con quella di trasformista per circa 10 anni. Nel 2001 realizza una mostra presso la Galleria Ghelfi di Verona curata da Giancarlo Vigorelli; in seguito la mostra farà tappa a Genova e Milano. Nel 2007 riceve da Achille Bonito Oliva il premio A.B.O. d’Argento per la pittura, realizza le scenografie per il Tour di Ivano Fossati L’Arcangelo e viene pubblicata dalla Silvana Editoriale la sua prima monografia In Arte Dario Ballantini 1980-2006. Tra le importanti mostre successive figurano la Galleria del Palazzo Coveri di Firenze, Castel dell’Ovo di Napoli, la Galleria De L’Europe di Parigi, Castello di Saint Rhémy-es Bosses in Valle D’Aosta, Ex Chiesa Anglicana di Alassio, Galleria San Carlo di Milano, La Telaccia di Torino. Nell’ottobre 2009, alla Triennale Bovisa di Milano si è svolta la mostra multimediale Identità Artefatte con eventi collaterali, in cui Ballantini ha congiunto le due attività venticinquennali con gli interventi di Antonio Ricci, Enrico Mentana, Lucio Dalla, Enrico Ruggeri, Mario Lavezzi e Remo Girone. Partecipa a Milano e a Torino alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte curata da Vittorio Sgarbi. Nel 2012 a Londra Fake Identities presso la Fiumano Fine Art Gallery. La mostra suscita grande interesse e nel marzo 2014 lo porta ad un incontro con gli studenti dell’Università di Cambridge sul tema “psicologia ed arte” che ha approfondito gli aspetti della sua doppia personalità. Ballantini, alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2012-2013, presso l’Accademia di Belle Arti di Verona ha tenuto la sua Lectio Magistralis titolata L’artista a tutto tondo: l’arte apre ad infinite strade. Altre tappe importanti in questi ultimi anni a Palermo al Palazzo Sant’Elia, a Lucca Palazzo Fondazione Banca del Monte di Lucca, ArtMoorHouse London City, Arps Gallery Amsterdam, Art Basel Miami, Galerie St. Jacques Bruxelles. Da marzo 2014 è in tour con il suo spettacolo teatrale Da Balla a Dalla – Storia di un’imitazione vissuta, progettato da Massimo Licinio, scritto dallo stesso Dario con le musiche e gli arrangiamenti del Maestro Stefano Cenci in prestigiosi Teatri tra cui Goldoni di Livorno, Sala Umberto di Roma, Duse di Bologna, Nuovo di Milano. Ha apportato un prestigioso contributo sulla parete di ingresso della Metropolitan International School a Miami: 10 metri di dipinto che rimarranno indelebili a salutare le generazioni di studenti del South Florida nonché una live perfomances al Wynwood Walls, la sede del Presidente di Real Estate, dove ha dipinto 19 metri di parete. Nel 2016 realizza le sue prime sculture in bronzo in collaborazione con la Fonderia Guastini di Vicenza, che vengono esposte dapprima al Circolo della Stampa di Milano ed in seguito, dato il consenso di Achille Bonito Oliva, all’Electronic Art Cafè Camponeschi a Roma, in una mostra in cui viene presentato per la prima volta il video Face to Fake ideato da Ballantini e Licinio e realizzato da Roberto Baeli. Dopo aver dipinto uno dei corni esposti nei Giardini di Pan all’interno del Vittoriale degli Italiani, realizza, per volere di Giordano Bruno Guerri, una imponente opera su installazione, nell’ambito della manifestazione Tra l’acqua e il cielo, con la testimonianza di Mario Botta. Hanno fatto seguito una serie di esposizioni concernenti pittura, scultura, architettura e performances live nella rete museale GardaMusei, al Museo della Carta di Toscolano Maderno al MuSa di Salò. È appena terminata una mostra antologica al Palazzo Salmatoris di Cherasco, una mostra di sue sculture con dipinti del ‘300 e ‘400 tra cui un Giotto a Milano e al Mu.ma, Museo della Commenda di Prè Genova. Hanno scritto e parlato di lui tra gli altri: Achille Bonito Oliva, Giancarlo Vigorelli, Antonio Ricci, Marta Marzotto, Enrico Crispolti, Vittorio Sgarbi, Luciano Caprile, Ivano Fossati, Luciano Lepri, Nicola Davide Angerame, Massimo Licinio, Ugo Nespolo, Pietro Cascella, Davide Rampello, Fabio Marcelli e Giuseppe Bacci. Nota biografica mondo dello spettacolo Si diploma al Liceo scientifico sperimentale, dove frequenta l’indirizzo artistico. Ancora studente, esordisce nel cabaret insieme al compagno di banco Stefano Ceselli, con il quale forma il duo Le Cornacchie, che, dopo un’esperienza radiofonica in una radio locale (Radio Flash) e la vittoria al Festival Nazionale del Cabaret, approda alla trasmissione Ciao Gente condotta su Canale 5 da Corrado. Qui Dario imita, tra gli altri, Enzo Bearzot e Falcão. Dopo le apparizioni televisive a Pronto Raffaella? (Raiuno), a Tandem (Raidue) e a Incrocia la fortuna (Antenna 3), il duo si scioglie e Ballantini, sempre più preso da febbre da palcoscenico, continua da solo l’attività cabarettistica in giro per l’Italia, dandole un taglio sempre più trasformistico. Nel 1990 vince con le imitazioni di Dario Fo, Vasco Rossi e Ray Charles il concorso per giovani talenti Star 90 (Retequattro), il cui presidente di giuria è Antonio Ricci. Dopo alcune apparizioni in programmi delle reti Fininvest (Oggi Sposi, Radio Carolina, Cara Tv, Giù la maschera), viene scelto nel 1991 da Alessandro Benvenuti per interpretare le imitazioni di Ray Charles e Lucio Dalla nel film Zitti e mosca. L’anno seguente partecipa ad alcune puntate del programma di Telemontecarlo T’amo Tv, condotto da Fabio Fazio, interpretando Dario Fo ed Enzo Jannacci. Nel 1994, a quattro anni dal loro primo incontro, Antonio Ricci lo chiama a Striscia la Notizia e ne fa il mago del trasformismo, grazie ai personaggi che nel corso degli anni Dario interpreta con sempre maggiore maestria, passando con disinvoltura da Fo a Gianni Morandi, da Vittorio Cecchi Gori a Ignazio La Russa, dallo stilista Valentino a Vasco Rossi, da Valentino Rossi a Nanni Moretti, da Gino Paoli a Luca Cordero di Montezemolo, da Franco Marini a Michela Vittoria Brambilla, da Tony Renis a Vittorio Emanuele di Savoia. Nel frattempo, Ballantini partecipa a Paperissima (Canale 5), a Il Quizzone (Italia 1), a Doppio lustro (Canale 5), a La notte vola (Canale 5), a Paperissima Sprint (Canale 5) e, come attore, alla miniserie di Raiuno Voci notturne, scritta da Pupi Avati, alla settima serie della fiction Carabinieri (Canale 5) e a Un dottore quasi perfetto (Canale 5). Alla carriera televisiva Dario affianca anche quella cinematografica, partecipando a numerose pellicole: Bonus Malus di Vito Zagarrio, 1993; L’uomo proiettile di Silvano Agosti, 1995; il cortometraggio La chiave per il mare, scritto con Fabrizio Torri, 1995; Festival di Pupi Avati, 1996; il cortometraggio La grande borsa blu di Carlo Pulerà, 1996; Baci e abbracci di Paolo Virzì, 1999; La grande prugna di Claudio Malaponti, 1999; Il pesce innamorato di Leonardo Pieraccioni, 1999; Svitati, diretto e interpretato da Ezio Greggio, 1999; Il segreto del giaguaro di Antonello Fassari, 2000; Apri gli occhi e sogna di Rosario Errico, 2002; Il soffio dell’anima di Vittorio Rambaldi, 2007; La prima cosa bella di Paolo Virzì, 2010; Manuale d’amore 3 di Giovanni Veronesi, 2011. Nel 2005, dopo l’esperienza giovanile a Radio Flash, Dario partecipa al programma La Carica di 101, in onda tutte le mattine su R101, dove interpreta per due anni il personaggio della nonna. Dal 2010 è conduttore di Ottovolante, programma radiofonico in onda su Radio Due, che gli vale il Premio Flaiano nel 2013. Nel 2014 conduce, sempre su Radio Due, Vintage People – Ballantini e gli altri, in cui duetta con Drupi, Rita Pavone, Sergio Caputo e Giorgio Bracardi. Lo stesso anno scrive e interpreta con i musicisti diretti da Stefano Cenci Da Balla a Dalla – Storia di un’imitazione vissuta, recital musicale diretto da Massimo Licinio, in cui rivivono i successi, la storia e le sembianze del grande Lucio Dalla, attraverso il racconto di Dario sulla loro amicizia. Presenza costante del Tg satirico, Striscia la notizia, ormai da 22 anni, Ballantini, dopo aver vestito i panni del Segretario del PdL Angelino Alfano (2011), del giornalista Enrico Mentana (2011) e del Sindaco di Firenze Matteo Renzi (2012), nel 2013 assume quelli del Presidente del Consiglio Enrico Letta. Nel 2014 interpreta papa Francesco, il Segretario generale della CIGL Susanna Camusso e, in coppia con Sergio Friscia, il guru del Movimento 5 Stelle Gianroberto Casaleggio, Matteo Salvini, il Sindaco Ignazio Marino (2015), la Cancelliera Angela Merkel (2015) ed un ritrovato Bertolaso candidato Sindaco di Roma, Matteo Orfini (2016) Presidente del PD, Donald Trump (2016) Presidente degli USA.

“DARIO BALLANTINI. Lo sguardo visionario”
LUOGO: Tacconi art space, Ascoli Piceno, Zona Industriale Campolungo, Via 328/ma, 2-4, ASCOLI PICENO (di fronte al Centro Commerciale Città delle Stelle) PERIODO: 20 Gennaio – 20 Febbraio 2017 Orari: feriali 16:00 − 18:30 Sabato e festivi chiuso. Fuori orario su appuntamento info: 342.1212133 CURATORE: Giuseppe BACCI CALENDARIO CATALOGO: a cura delle GRAFICHE TACCONI, con testi di Giancarlo Vigorelli, Enrico Crispolti, Ivano Fossati, Antonio Ricci e Giuseppe Bacci.
Per informazioni: Tacconi art space
Tel. 0736.811425, Fax 0736.812180, Cell. 342.1212133, Cell. 339.8895499.

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