“KAIROS. It’s time to change and re-birth” a Bologna

Un passaggio evolutivo nel quale l’intelligenza umana trova i modi per convivere con l’intelligenza della natura” (Michelangelo Pistoletto).

In occasione della seconda edizione del Re-birth-day, la prima giornata mondiale della rinascita, (galleria +) OltreDimore di Bologna è lieta di annunciare il 21 Dicembre 2013, alle ore 18, l’evento “KAIROS. It’s time to change and re-birth” a cura di Raffaele Quattrone.

Il Re-birth-day è parte del progetto Il Terzo Paradiso creato dall’artista Michelangelo Pistoletto e cittadellarte e rappresenta una nuova prospettiva che vuole coinvolgere tutti senza alcuna eccezione nello sforzo quotidiano di creare il “Terzo Paradiso” che è un mondo con un reale equilibrio tra natura e artificio.

Nell’Antica Grecia kairos era la parola usata per descrivere una particolare condizione sia del tempo che dell’azione. Era il momento giusto per fare qualcosa senza esitare o rinviare ancora. Nel periodo storico nel quale viviamo abbiamo bisogno di guardarci allo specchio. Dobbiamo guardarci negli occhi. Dobbiamo trovare in noi stessi il potere e la responsabilità di cambiare avvicinandoci agli altri, dando priorità al rispetto per gli altri, alla natura, a coloro che nasceranno. Bisogna ritrovare quell’equilibrio al quale il Terzo Paradiso ci invita. Solo con questa nuova forza possiamo ri-nascere. Solo con questa nuova forza possiamo cambiare il mondo.

Per indicare la fine di questo periodo che potremmo definire ciclico, perché si va avanti come abbiamo sempre fatto, Giovanni Longo porta in mostra lo scheletro dell’Uroboro realizzato con alcuni legnetti raccolti in una spiaggia vicino casa sua. L’Uroboro è un simbolo molto antico che rappresenta un serpente che si morde la coda simboleggiando così la natura ciclica delle cose, la teoria dell’eterno ritorno e tutto quello che opera in cicli che ricominiciano non appena finiscono. Il fatto che Longo rappresenta (anche in un senso molto ironico) lo scheletro dell’Uroboro è un invito a rompere la concezione ciclica e quindi quasi passiva del tempo. Abbiamo bisogno di riprendere il controllo del corso del tempo per ripristinare le nostre azioni.

Proseguendo con il tema della rinascita, Sabrina Muzi allestisce un’installazione che rimanda simbolicamente al cordone ombelicale. Congiunzione indispensabile per la nutrizione e la sopravvivenza, il cordone ombelicale è anche un mezzo di scambio e comunicazione. Grazie ad esso nasciamo con un senso di attaccamento, appartenenza e legame con l’altro. Dopo il taglio del cordone ombelicale e quindi con la perdita dello stato iniziale di armonia siamo alla ricerca di una nuova dimensione armonica che non può prescindere da quel senso di appartenenza e di legame con gli altri che abbiamo introiettato nei mesi nei quali eravamo nel grembo materno. L’installazione, realizzata con vestiti usati appartenuti a diverse persone che l’artista ha raccolto, rievoca il senso di inscindibilità tra gli esseri, per trasformarsi in oggetto ‘festoso’ e rituale che accomuna i corpi.

Roberta Cavallari e Lucia Anselmi hanno realizzato un video che documenta la performance realizzata a Bologna in cui Roberta Cavallari staziona nella città di Bologna portando in braccio uno specchio su cui si riflettono natura, architettura, persone. Lo specchio è simbolico, così come gli acquiloni a specchio (che le artiste progettano graficamente), rappresenta libertà e scoperta, ma anche strumento di ricerca e di verità con cui si amplifica e si eleva la conoscenza. Lo specchio è una delle caratteristiche della pratica artistica di Michelangelo Pistoletto per il quale si tratta di “una protesi ottica che il cervello usa per chiedere e conoscere”. Lo specchio in questo lavoro riflette la natura e in questo modo noi nella natura come parte di un futuro e di un progetto comune. L’evento includerà anche un reading poetico di Ylenia Giacobone.

Info: www.oltredimore.it – info@oltredimore.it

Informazioni su Antonella Gaita

Giornalista
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