Carla Accardi: Smarrire i fili della voce

Nell’ambito di un incisivo programma di promozione dei grandi artisti italiani all’estero, le cui opere sono presenti nella Collezione Farnesina, l’Area della Promozione Culturale del Ministero degli Affari Esteri, la Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture e l’Associazione per l’Arte Contemporanea ZERYNTHIA promuovono un’importante mostra itinerante di Carla Accardi, una delle figure fondamentali dell’arte italiana, nelle città di Torun, Budapest e Atene, dal 19 aprile al 19 maggio 2013, a cura di Laura Cherubini e Maria Rosa Sossai.

La prima tappa della mostra, che vede la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, sarà ospitata presso il Centro d’Arte Contemporanea di Torun,. L’esposizione comprende il nucleo della personale dal titolo Carla Accardi Smarrire i fili della voce già allestita presso la sede della Fondazione Menegaz con tele, in gran parte inedite, che spaziano dal 1999 al 2012, alcuni lavori storici come i sicofoil Rosa, Giallo, Segni Grigi, Rosanero, Verdenero eseguiti tra il 1969 e il 1972 e alcune opere tridimensionali come Ombrellini del 1999 e Onda del 2008/2009, oltre a due tele appartenenti alla collezione Farnesina.

Unica donna all’interno del gruppo Forma1 e una dei massimi esponenti dell’Astrattismo italiano, Carla Accardi (Trapani 1924) ha saputo rinnovare la sua ricerca pur rimanendo legata ad un suo inconfondibile stile. Nell’arco di sessant’anni il suo percorso creativo è stato caratterizzato da una libertà espressiva rigorosa e al tempo stesso gioiosa; ha esplorato sia la bidimensionalità della pittura che i volumi della scultura e dell’architettura, in un dialogo ininterrotto con la materia. Dal 1946 è a Roma dove si impone all’attenzione dei critici e nell’ambiente della cultura informale, con quadri dove prevalgono segni bianchi su fondi neri. Negli anni sessanta supera la superficie piana e inventa forme spaziali costituite da fogli di silicofoil sui quali traccia stesure di colori in trasparenza. Il rapporto con lo spazio si traduce negli anni settanta nella serie delle Tende, strutture abitabili e percorribili. Nel decennio successivo le stesure cromatiche ricoprono tele grezze mentre negli anni novanta prevale un segno fluido e avvolgente.

La mostra intende presentare le opere più recenti di una grandissima artista italiana: Carla Accardi, capace di rinnovarsi come pochi altri. Si tratta di una serie di quadri di grande freschezza e innovazione che dialogheranno con alcune opere, anche tridimensionali, ispirate al tema della trasparenza“. (Laura Cherubini).

Della personalità di questa grande artista, “Stupiscono il suo rifiuto di qualsiasi retorica sull’atto creativo e la sua volontà di riportare le questioni di ordine formale alla concreta fatica quotidiana dell’artista”. (Maria Rosa Sossai).

Carla Accardi vive e lavora a Roma. Si impone fin da subito nel panorama artistico e nel 1964 è presente con una sala personale alla Biennale di Venezia, presentata da Carla Lonzi e vi ritorna nel 1976, nel 1978 e nel 1988. In quegli anni partecipa, inoltre, alle mostre retrospettive del gruppo Forma1 e dell’avanguardia italiana degli anni Cinquanta. Nel 1996 viene nominata membro dell’Accademia di Brera e nel 1997 fa parte, come consigliere, della Commissione per la Biennale di Venezia. L’ultimo decennio la vede impegnata in importanti mostre personali e collettive presso il P.S.1 Contemporary Art Center di New York (2001, a cura di Carolin Christiv-Bakargiev), il Musée d’Art Moderne de la Ville di Parigi (2002, a cura di Laurence Bossé e Hans-Ulrich Obrist), la Biennale di Venezia (2003, sala personale), il Martha Herford Museum a cura di Jan Hoet (2007, insieme a lavori di Lucio Fontana). Dal 2008 al 2010, il suo Pavimento in Ceramica, affiancato da un lavoro sonoro composto per l’occasione da Gianna Nannini e creato per Bunkerart di Milano, a cura di RAM radioartemobile, viene esposto al Moscow Museum of Modern Art di Mosca e all’Auditorium di Roma, nella Sala Luis Quesada Garland di Lima, al Centro Cultural Recoleta a Buenos Aires e al Museo Emilio Caraffa di Cordoba.

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Informazioni su Antonella Gaita

Giornalista
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