Chiara Gamberale, “La zona cieca”

Di Simone Gambacorta, giornalista e critico letterario.

Prima che un romanzo d’amore, questo di Chiara Gamberale è un romanzo sullo stare insieme: non nell’accezione più ovvia, ma nell’ottica di una condivisione che esula dalle svenevolezze lirico-sentimentali e che s’addentra nella problematicità di un legame totalizzante. “La zona cieca” racconta l’amore di Lidia e Lorenzo, lei conduttrice radiofonica, lui scrittore.
A un certo punto Lidia si chiede questo: “E’ difficile capire perché fra tutte le voci e i modi di camminare e fare l’amore in cui ci imbattiamo, capita quella, capita quello che ci raggiunge proprio lì, dove fa sempre freddo, e a quel punto non può che rimanere. È difficile capirlo, ma da qualche parte lo sappiamo subito. Ecco. Che Lorenzo sarebbe rimasto, da qualche parte l’ho saputo subito”.
Dunque un’ipotesi: forse ci si riconosce quando s’intuisce un dolore, quando si percepisce la reciproca appartenenza a quell’unica forma di certezza che è un certo modo di vivere il dolore, con la sua verità e spietatezza di specchio.
Ci si riconosce con l’altra metà della mela: “La storia con Lorenzo mi è somigliata più di quanto io sia mai somigliata a me”. Di buio nascosto ne hanno entrambi, e il cuore del romanzo sta nella loro impossibilità di non volersi, nello scorrere di lividi e baci che arriva a includere anche il male (“Come se non fosse proprio il male, il tessuto di tutte le cose”).
Il sentimento di Lidia e Lorenzo non è solo enunciato, è dibattuto, e poggia su un endoscheletro psicologico che si riverbera nella storia, ma senza esorbitare nel solipsismo e nel vittimismo (a partire dall’io-narrante). L’amore può non bastare e non comportare una simbiosi: lo stare insieme sì, almeno per come lo racconta “La zona cieca”, tra passione e compassione (viene in mente “Piccolo karma” di Coccioli).
Così ogni lacerazione diventa una sutura. Un romanzo che si legge d’un fiato, pieno e teso, equilibrato nella necessaria convivenza di luci e ombre, e incapace d’essere consolatorio. (8 aprile 2008)

(Chiara Gamberale, “La zona cieca”, Bompiani, pp. 254, Euro 16)

Informazioni su Antonella Gaita

Giornalista
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