Ricardo Menéndez Salmon: “L’offesa”

Di Simone Gambacorta, giornalista e critico letterario.

Siamo nel 1939. Il ventiquanttrenne Kurt, sarto, viene chiamato alle armi per combattere agli ordini di Hitler. Il primo punto di forza del romanzo sta qui, nel passaggio (graduale e radicale) da una quotidianità ordinata e paciosa alla dimensione collettiva della guerra: un deragliare che Menedez Salmon racconta senza quasi parlarne, come in una dissolvenza esiziale. “L’offesa” è del resto scritto col tono composto e come distaccato della favola, col baratro e il vortice riassorbiti dall’adagio d’una prosa quieta e lienare. L’episodio cardine della storia è profondamente simbolico: Kurt assiste all’eccidio di novantuno civili, rinchiusi dai suoi commilitoni in una chiesa poi incendiata. Il giovane sarto sviene e perde per sempre la sensibilità. La vita e la morte, il bene e il male si uniscono (si fondono e si annullano) in una chiesa-bara che brucia e l’orrore genera un incolpevole mostro: «Nella sua unicità, Kurt era un mostro, non c’è dubbio, però un mostro quasi morale, che aveva stabilito tra la propria sensibilità e il mondo una relazione di non corrispondenza, di non riconoscimento, di incommensurabilità». La perdita della sensibilità è, in parte, la perdita dell’umano e un allontanamento dall’anima: Kurt «poteva soltanto conservare il ricordo dell’esperienza vitale attraverso il linguaggio e le idee, poiché non gli era più dato sentire cosa fossero il fuoco o il freddo». Rivisitamo Wenders: Kurt è un “angelo” caduto, non ha più la sua natura originaria. L’evento tragico del rogo genera il dramma della sensibilità perduta, prodromico all’odore di tragedia che si intuisce nell’epilogo, in un’atmosfera marziale e onirica. Man mano infatti che si sfogliano le ultime pagine, la narrazione accelera, cresce su se stessa con un andamento che ricorda il “Bolero” di Ravel; e intanto si ha la sensazione di percorrere una via che sta per rivelare qualcosa di enorme: e iniziano i “Carmina Burana”. (3 settembre 2008)

(Ricardo Menéndez Salmon, “L’offesa”, Marcos y Marcos, pp. 152, Euro 13,50)

Informazioni su Antonella Gaita

Giornalista
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